Scontri e arresti a Teheran, il regime sequestra le piazze
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La girandola di voci sui “massimi vertici” dell’Onda verde segue di alcune ore la prova d’orgoglio messa in atto dal regime nel centro di Teheran e di numerose altre località iraniane. Vaste folle hanno dato vita a lunghi cortei in cui sono stati scanditi slogan a favore di Khamenei e contro la leadership riformista. La consistenza della manifestazione di Teheran di ieri appariva comunque inferiore a quella dei cortei spontanei – alcuni deo quali hanno visto la partecipazione di milioni di persone – messi in atto dall’opposizione durante la seconda metà di giugno. Parlando alla televisione di Stato, Ahmadinejad ha comunque intimato all’opposizione che neppure il «pentimento» sarà sufficiente a salvarla nel giorno in cui la nazione si muoverà contro di essa «come un oceano».
Ha intanto trovato una mesta conclusione il giallo della sorte del cadavere, trafugato in precedenza, di Seyyed Ali Mussavi, il nipote del leader riformista, trafitto da una pallottola al cuore durante i disordini di domenica. Il sito Parlemannews.ir ha riferito che il congiunto di Mussavi è stato sepolto in gran segreto nel cimitero di Behesht-e Zahra, in una cerimonia a cui hanno partecipato solamente stretti familiari, e che si è svolta sotto la sorveglianza di numerosi agenti di sicurezza. La stessa fonte ha però eluso le autorità fornendo i dettagli precisi del loculo di Seyyed Ali, che ora diventerà con tutta probabilità meta di pellegrinaggio da parte dei sostenitori dell’Onda verde.
L’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu Navi Pillay ha però, durante la giornata di ieri, rivolto un appello alle autorità iraniane affinché le stesse pongano un freno alle «eccessive violenze» da parte delle forze di sicurezza e si è detta «scioccata» dall’entità delle morti, degli arresti – almeno 500 nella sola Teheran, secondo la stessa polizia iraniana – e dei feriti degli ultimi giorni. A Roma il governo italiano ha convocato l’ambasciatore iraniano per protestare contro la repressione. Il Dipartimento di Stato americano starebbe, secondo il Washington Post e il Los Angeles Times, mettendo a punto un nuovo round di sanzioni internazionali ai danni di Teheran. Le punizioni mirerebbero, secondo i quotidiani americani, a evitare ulteriori sofferenze alla popolazione generali che sarebbero arrecate dal piano, approvato in maniera preliminare dal Congresso Usa, di bloccare le ingenti importazioni di benzina da parte dell’Iran. Le nuove misure mirerebbero invece a colpire i privilegi dei leader del regime, come la capacità di recarsi per viaggi all’estero. L’Iran sta quindi entrando nel 2010 in preda a una crisi politica incandescente. La base dell’Onda verde ha indetto una nuova manifestazione nel centro di Teheran per oggi alle 15, confermando così l’intenzione di non demordere dalla contestazione di piazza nonostante la recente ondata di arresti che hanno creato il vuoto attorno a Mussavi e Karroubi. di Siavush Randjbar-Daemi Il Messaggero
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